Perché "Ragione Pubblica"? Perché nulla appare più urgente nel dibattito italiano ed europeo di ritrovare la necessità, e il gusto, di un esercizio in pubblico delle ragioni.
Tenere insieme senso della realtà e senso della possibilità (per dirla con il filosofo Salvatore Veca) appare fondamentale per offrire risposte reali ai problemi dell'agenda pubblica.

Ragione Publica si propone di contrastare gli avvelenatori dei pozzi che alimentano il dibattito pubblico di semplicismi, mistificazioni, luoghi comuni, appelli emotivi e drammatizzanti, che svalutano la cultura, il pensiero critico e la seria ricerca delle soluzioni migliori per la comunità.

Ragione Publica è un progetto che pone al centro della propria iniziativa l'urgenza della ricostruzione di una cultura della politica e, prima, di una sfera pubblica attraversata il meno possibile da dogmatismi. Un luogo ove possa promuoversi la logica delle istituzioni e si sedimenti un apporto conoscitivo frutto dal libero confronto delle ragioni in pubblico. 

Ragione Pubblica si propone come la sede di un dibattito sobrio e rigoroso, chiaro nei suoi termini e nelle sue alternative, e tenterà di promuovere il dialogo e il pluralismo, offrendo un contributo critico e propositivo ad un paese che cambia, all'Europa in costruzione e alle trasformazioni della democrazia occidentale e delle socetà occidentali.

Ragione Pubblica per quanto possibile cercherà, in conformità al suo Statuto, di influenzare il dibattito sulle politiche pubbliche e accompagnare le realizzazioni verso soluzioni coerenti ed esiti efficaci, per rinsaldare il legame fiduciario, oggi pesantemente incrinato, tra cittadini e pubblici poteri ed accrescere il capitale di legittimazione della politica.

Ragione Pubblica intende ispirarsi all'etica del lavoro ben fatto come il Faussone de "La chiave a stella" di Primo Levi; al lavorare in profondità tanto caro ad Alcide De Gasperi; al "ben pensare" di cui parlava Blaise Pascal, cioè alla gramsciana fatica dello studiare e del comprendere, in linea con le idee e l'operato dei maggiori politici dell'Italia unita e repubblicana. In ciò v'è la premessa indispensabile per porre rimedio a quegli aspetti della realtà che non soddisfano e una fondamentale dimensione dell'homo faber, artefice del proprio destino ma non ignaro dei propri limiti, entro cui intende trasformare la realtà per perseguire l'accrescimento della libertà individuale e del benessere collettivo, senza tuttavia operare a spese delle future generazioni.