Le nuove leggi elettorali nazionali: ecco come si vota

Articolo di Marco Plutino

La legge 3 novembre 2017, n. 165 (“Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali”), pubblicata in G. U. Serie generale n. 264 del 11/11/2017 è entrata in vigore il 12 novembre e sarà perfettamente operativa entro un mese.

E' un sistema “misto” proporzionale-maggioritario con grosso modo due terzi dei seggi eletti con la proporzionale. Il sistema è praticamente identico per le due camere, salvo minime differenze di cui si diranno. 

Prevede, per ciascuna camera, che il 64 % dei seggi (eslcusi i seggi estero) sia distribuito con criterio proporzionale in collegi plurinominali con lista corta “bloccata”, e che il restante 36% (eslcusi i seggi esteri) sia distribuito con criterio maggioritario in collegi uninominali. All'elettore verrà presentata un'unica scheda unica per ciascuna camera (v. di seguito).

Quanto alla parte maggioritaria prevede 232 seggi alla Camera dei deputati (comprensivi di un seggio per la Valle d'Aosta e 6 collegi per il Trentino Alto Adige) e 116 seggi al Senato della Repubblica (comprensivi di un seggio per la Valle d'Aosta e 6 collegi per il Trentino Alto Adige). Tali seggi vengono assegnati per ciascun collegio al candidato che conquista il maggior numero di voti validi (maggioranza relativa).

Quanto alla parte proporzionale ai collegi plurinominali sono assegnati 386 seggi alla Camera dei deputati (più 12 per l'Estero, eletti con metodo proporzionale; al Senato 193, più sei per l'Estero, eletti con metodo proporzionale) e saranno formati per aggregazione di collegi uninominali ed eleggeranno (si intende: oltre i deputati nell'uninominale dei collegi maggioritari comprensivi) da un minimo di tre ad un massimo di otto deputati ciascuno, che saranno eletti nell'ordine di liste (composte da due a quattro nomi) e nei limiti dei seggi assegnati a ciascuna lista.

La legge elettorale prevede la possibilità di apparentamenti con sostegno di un unico candidato uninominale mediante la giustapposizione grafica dei simboli delle singole liste. Non è previsto un possibile simbolo comune, né un programma né un candidato premier della “coalizione” . Entro questi limiti è prevista la possibilità di coalizioni nazionali, con dichiarazioni di collegamento reciproche tra le liste (spetterà ad ognuna depositare, oltre al simbolo, il programma e il nome del capo della forza politica). Pertanto la presenza di più liste sottenderà ad accordi di "desistenza" - diversa da quella operante in altre leggi del passato - con previa spartizione dei collegi nella presentazione dei candidati (ma con presenza di tutti i simboli della "coalizione"), ora dell'una ora dell'altra lista, con effetti non facilmente predeterminabili sull'orientamente dell'elettore nel voto proporzionale (v. infra). Ciò avverrà in funzione di una massimizzazione dei consensi dell'insieme delle liste coalizzate, con possibili sovrarappresentazioni o sottorappresentazioni - come in genere avviene in questi casi - per una o l'altra in ragione del potere contrattuale, basato sulla presumibile unità marginale riconosciuta ai piccoli dai partiti più grandi.

Esiste un'importate interazione tra la parte maggioritaria uninominale e quella proporzionale plurinominale. La scheda è infatti unica e non c'è la possibilità di esprimere il voto “disgiunto” che è previsto dalla normativa elettorale per i livelli locali. In sostanza vi sono tre possibilità:

1) Si può votare il candidato nell'uninominale e una delle liste, ciascuna corredata da un elenco di nomi da due a quattro (otto al Senato), che lo appoggiano nella parte proporzionale. 2) Si può votare solo il candidato uninominale, senza esprimere alcuna preferenza per la lista, e in tal caso il voto espresso nell'uninominale si divide fra le liste che compongono la coalizione, in proporzione ai voti espressi per ciascuna lista nel collegio uninominale ; 3) Infine, si può votare soltanto per una delle liste a supporto del candidato, e ovviamente il voto è attribuito anche al candidato per la parte uninominale.

Se i voti non sono risultati utili per la vittoria nel maggioritario restano utili per il riparto proporzionale (salvo sbarramento e nelle modalità che spiegheremo subito) e per un eventuale recupero dei “resti”.

Sono previste diverse soglie di sbarramento, restando al di sotto delle quali non si viene ammessi al riparto dei seggi nei collegi proporzionali.

Esiste una soglia del 3% dei voti ottenuti a livello nazionale per le singole liste; una del 10% (sempre dei voti ottenuti a livello nazionale) per le coalizioni (quindi due o più liste apparentate), a condizione che comprendano almeno una lista che abbia superato la soglia previste per le liste singola (il 3%) o le altre soglie prevista dalla legge. Tali ulteriori soglie sono quella del 20% dei voti ottenuti a livello regionale per le singole liste limitatamente al Senato della Repubblica (da considerarsi quale soglia alternativa al 3% nazionale) che, per le liste espressione di minoranze linguistiche nelle regioni speciali ove siano previste e tutelate, è alternativamente soddisfatta con l'ottenimento di due collegi uninominali.

Non concorrono alla determinazione della cifra elettorale di coalizione e pertanto all'eventuale raggiungimento del 10% i voti espressi a favore delle liste collegate che non abbiano conseguito almeno l'1% dei voti a livello nazionale o, per il Senato, il 20% a livello regionale, o, ancora, per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute presentate nelle regioni a statuto speciale ove siano previste e tutelate il 20% a livello regionale o l'elezione di due candidati nei collegi uninominali.

La lista in una coalizione che non raggiunga la soglia del 10% è comunque ammessa al riparto dei seggi qualora abbiano superato una delle soglie previste.

Le circoscrizioni (da non confondere coi collegi, plurinominali e uninominali) saranno 20 per il Senato, una per regione, e 28 per la Camera. Per quanto ai fini dello sbarramento conti il dato nazionale, la determinazione degli eletti dipende fortemente da esse, perchè è al loro livello che opererà il recupero dei “resti”.

Sono possibili fino a sei pluricandidature con possibilità di essere candidato contemporaneamente sia nei collegi uninominali che nei collegi proporzionali: una in un collegio uninominale e fino a cinque nei collegi plurinominali; se eletti in più collegi bisognerà optare per quello in cui (la sua lista) abbia ottenuto la minore percentuale di voti rispetto ai voti validi e, se eletto nel collegio uninominale, per quest'ultimo.

C'è la garanzia di genere nella presentazione delle liste, sia per la parte uninominale che proporzionale: per quanto riguarda i capolista delle liste proporzionali e i candidati nei collegi uninominali ciascun genere deve essere rappresentato per un minimo del 40% e un massimo del  60% a livello nazionale per la Camera dei deputati e a livello ragionale per il Senato della Repubblica; per quanto riguarda i listini nel proporzionale, femo restando il predetto limite, è prevista l'alternanza uomo/donna nell'ordine di lista. 

Nei 65 collegi plurinominali vanno raccolte da 750 a 1000 sottoscrizioni, con norma valevole solo per le prossime elezioni che riduce della metà il numero previsto (1500-2000). Sono invece del tutto esentate dal raccogliere sottoscrizioni per presentare le liste, quelle che sono collegate ad un gruppo parlamentare presente in una delle due camere purchè creato prima del 15 aprile 2017.

 

p.s. 1) Il governo avrà 30 giorni per disegnare i nuovi collegi uninominali e plurinominali:quindi attorno alla metà di dicembre, con bozza di decreto da inviare alle commissioni competenti per il parere, non vincolante, e quindi l'emanazione dei decreti legislativi. I collegi uninominali della Valle d'Aosta, del Trentino Alto Adige e del Molise sono già definiti. Gli altri devono essere individuali in base alla popolazione residente (si prevede un aumento dei collegi del centro-nord a scapito del sud). La popolazione di ciascun collegio, sia uninominale che plurinominale, non può superare o essere inferiore del 20% alla media. 2) Esordirà un “tagliando anti-frode” per evitare la sostituzione truffaldina di schede. 3) per la prima volta le schede elettorali saranno corredate di istruzioni per l'uso; 4) Viene ampliato il numero dei certificatori delle sottoscrizioni, notevolmente ma solo per le prossime elezioni estendendolo anche agli avvocati patrocinanti davanti alla Corte di Cassazione.