Ragione Pubblica per le sfide dell'oggi

Articolo di Marco Plutino

Ragione Pubblica come soggetto promotore di una buona discussione pubblica. Una buona discussione pubblica appare la precondizione per la preservazione, la rivitalizzazione e il rilancio della democrazia.

La democrazia intesa, a sua volta, tradizionalmente, come governo rappresentativo fondato sul principio della maggioranza nel rispetto delle minoranze ma sempre più, senza contraddizioni quanto semmai dialettiche con la prima accezione, come regime basato sul ruolo governo d'opinione. Oggi il ruolo dell'opinione pubblica appare profondamente trasformato dalle nuove tecnologie che configurano, nelle diverse proposte teoriche, “fori”, “arene pubbliche”, “spazi pubblici”, di dimensioni e con caratteristiche inedite.

Ragione Pubblica è un soggetto culturale, che opera sul piano della cultura istituzionale e politica. Non opera pertanto né direttamente sul piano politico (tantomeno partitico), né in quella specifica espressione culturale che è la ricerca scientifica e filosofica. Gli animatori di Ragione Pubblica possono operare sull'uno e/o sull'altro piano a titolo personale, ma Ragione Pubblica è e resta un soggetto culturale. La nostra “Ragione Pubblica” non coincide con la visione della democrazia di questo o quel partito nè con una determinata proposta teorica o filosofica. Ragione Pubblica è un progetto culturale che attinge con una certa libertà ad una serie di contributi ideali, nella misura in cui le appaiano più compatibili con l'assetto costituzionale e più confacenti alla necessità dell'oggi: dall'invito kantiano all' “uso pubblico della ragione“, alla ricerca di una “ragione pubblica” (nelle diverse proposte di Rawls e Habermas, soprattutto) o, in una diversa proposta (di Pierce e poi ulteriormente ripresa, attraverso una rivalutazione di Spinoza, da Carlo Sini), di una “verità pubblica”, alle riflessione del pensiero filosofico e teologico sul principio dialogico e di quello etico sul principio-responsabità.

Ragione Pubblica mette al centro della propria attenzione l'urgenza e la necessità di migliorare la qualità del dibattito pubblico, in particolare italiano ed europeo. Riflette sulla democrazia deliberativa – conoscere per deliberare, ove deliberare significa anche valutare e giudicare – sebbene non intesa come realizzazione ingenua delle sirene della democrazia elettronica o della (im)possibile democrazia diretta, quanto come arricchimento della democrazia rappresentativa attraverso un ruolo più attivo, informato e consapevole dell'opinione pubblica.

Ragione Pubblica non ignora il fallibilismo che impregna il progetto democratico e ne fa un punto di forza per dare spazio al confronto delle idee, anche fuori dal mainstrem riformista alla unica condizione che sia argomentate con rigore. Non ignora né svaluta i limiti cognitivi della conoscenza, che anzi presuppone e su cui inende promuovere una discussione sul modo d'essere reale delle democrazie al tempo della Rete. Ma muovendo da questi limiti mira a offrire strumenti e buoni argomenti per accrescere la consapevolezza del lettore circa le questioni di interesse pubblico, i loro termini e le possibili soluzioni.

Ragione Pubblica è convinta che soltanto la ricostruzione dei corpi intermedi, in un'ottica più liberal-democratica e comunque sotto rinnovate e più adeguate forme, può offrire una soluzione alla crisi di fiducia che investe il rapporto tra istituzioni e cittadini ma reputa che il ruolo offerto dai mediatori, dalle agenzie educative e formative, dai riduttori di complessità, dagli intellettuali “pubblici” per ricostruire codesti legami non spiazzi affatto il tema della crescita culturale e civile della cittadinanza. Vede gli strumenti non solo come "organi", ma, a loro volota, come una forma di garanzia e tutela.

In coerenza con questa missione Ragione Pubblica intende essere la sede di espressione di un pensiero critico, oltrechè plurale, ma sempre con una proiezione propositiva.

Metterà al centro della discussione, tra i vari temi, la valutazione della ricerca scientifica e le regole del dibattito scientifico, il ruolo della scienza nella società, le forme della politica, le tutele dei diritti e il legame coi doveri, l'analisi sull'impatto delle nuove tecnologie sulla democrazia rappresentativa e sul diritto, la riflessione sull'individuazione delle cause e dei rimedi contro il populismo, la discussione sulla crisi dell'educazione e dell'istruzione, e quella sulle responsabilità inter-generazionali e sull'impatto dell'essere umano con ecosistemi e ambiente.